Covid-19 e sicurezza delle parti comuni. Ecco i compiti dell’amministratore.

Ai sensi dell’articolo 1130 del Codice civile, gli amministratori condominiali sono tenuti a disciplinare la cura delle parti comuni del condominio, così da garantirne l’igiene. Cosa significa questo nell’epoca dell’emergenza da Covid -19?

Tra i primi compiti degli amministratori vi è quello di invitare i condomini a mantenere le distanze di sicurezza, al rispetto delle norme igieniche, a non assembrarsi nelle parti comuni come scale e giardini e, per i genitori, di vigilare sui propri figli minorenni.

C’è poi un aspetto molto importante per la vivibilità in sicurezza del condominio: le attività di pulizia e di sanificazione delle aree comuni. La pulizia deve essere frequente e deve riguardare tutte le superfici più “a rischio” come muri, porte e ascensori.

In presenza di un caso Covid-19 nell’edificio, motivo che rende obbligatoria e repentina la sanificazione, il compito dell’amministratore è quello di prevedere l’intervento e, al contempo, di avvisare i condòmini senza violare la privacy di nessuno.

Durante l’intervento i locali devono essere ventilati e le operazioni devono essere compiute da personale specializzato, dotato dei necessari dispositivi di protezione individuale, i quali devono essere smaltiti come materiale potenzialmente infetto dopo l’uso.

Una serie di responsabilità che gli amministratori, in quanto professionisti, ben conoscono.
Quello che può fare la differenza in questi casi è una corretta e repentina comunicazione ai condòmini, così da informarli sui comportamenti da seguire e tenerli aggiornati sulle attività svolte per garantire la loro sicurezza.

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